Ebbene sì, lo devo confessare, oltre a sbirciare ogni tanto dentro la casa più spiata d’Italia, guardo sempre con piacere i provini di x-factor (solitamente la replica del’1,30, quando soffro d’insonnia). Devo dire che come programma mi piace abbastanza. Ma qualunque programma, per il semplice fatto che c’è qualcuno che canta, a me già piace. A volte trovo insopportabili le discussioni stucchevoli dei tre giudici, ma pazienza. Un piccolo sacrificio da sopportare, per poi vedere delle esibizioni davvero di alto livello. Prima o poi magari parlerò dell’unico siciliano in gara per ora, Daniele. Un ragazzo dalle rare qualità canore, che a me piace molto.
Ma oggi voglio proporvi una sfida senza eguali. Due eroi si danno battaglia all’ultimo sangue. Solo uno dei due vincerà. Eccovi i due video più divertenti dei provini di X-Factor. Quest’anno ci sono state diverse persone che sono andate a sostenere il provino solo per fare un pò di spettacolo ed ottenere un pò di visibilità. Ma questi due ragazzi, ci sono andati sperando di entrare veramente, ed è questo che rende tutto così surreale e spassoso. Se andate a leggere i commenti su youtube, vi renderete conto dell’antipatia, per non dire dell’odio, che queste persone hanno suscitato nei loro rispettivi “concittadini”. Come se, per il solo fatto di essere Napoletani o Palermitani, con le loro esibizioni avessere gettato fango e vergogna alle due città. Io sinceramente non sono di questo parere. Sono soltanto due ragazzi, che magari hanno studiato poco la grammatica, ma che hanno una passione e la inseguono pur avendo “mezzi” molto limitati. Semmai ci danno una grande lezione: non bisogna abbattersi alla prima difficoltà, e anche se il destino, madre natura o quant’altro, non sono stati tanto “benigni” con noi, non per questo dobbiamo rinunciare ai nostri sogni. Secondo me sono due grandi, ed anche se non lo fossero, è troppo facile prendere in giro chi è un pò particolare. Io ad ogni modo non me ne vergogno affatto, penso che Palermo o Napoli debbano vergognarsi del politico di turno che non di qualche aspirante cantante.
PALERMO – NAPOLI chi vincerà??
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Non saranno peggio dei politici che ci rappresentano, però questi ragazzi, a mio avviso, sono frutto di una realtà sociale che desta preoccupazione.
Non conosco la realtà palermitana come quella napoletana, ma mentre il primo ragazzo lo puoi trovare benissimo a prendersi scampanellate alla Corrida proveniente da Palermo o da Milano, il mitico Marco Marfè merita un discorso più ampio ed articolato.
Il ragazzo si inserisce a pieno titolo nel fenomeno neomelodico napoletano, rivendicando, e non a torto, una cerchia già consolidata di fan. Non è da escludere che li abbia. Se il ragazzo in sè va apprezzato e non criticato, il fenomeno merita analisi più complesse, suscettibili anche di rivelare aspetti preoccupanti per la realtà che li esprime. A Napoli ci sono decine di cantanti che si propongono nel contesto locale con modi, musiche e testi che definire aberranti è limitativo.
Cantanti che celebrano stili di vita al limite se non oltre la legalità (qualcuno è arrivato persino a decantare le gesta del “latitante”). Cultura bassissima, ignoranza spropositata, modelli spesso negativi per tantissimi giovani che si identificano in storie in cui si sentono pienamente rappresentati. Una parte di popolo napoletano manda in malora la sua cultura stando dietro a questi improbabili artisti e smarrendo una tradizione popolare sempre oientata a valori di grande caratura.
Se Marco Marfè è innocuo e innocente, il fenomeno che rappresenta mortifica una cultura ed un popolo nella sua più intima essenza. E’ la cartina di tornasole di un malessere sociale che a Napoli non riesce a trovare requie, espressione di un lento lasciarsi morire nell’idiozia e nel folclore più meschino.
Hai perfettamente ragione su tutto. E’ anche vero che i due ragazzi non posso essere messi sullo stesso piano. Io ne facevo solo un discorso di “comicità involontaria”.
Per quanto riguarda il ragazzo napoletano, voglio essere sincero. Quando Marco ha detto “io a Napoli già canto, c’ho tre dischi”, ho avuto un flash. Il mio pensiero è subito volato ad alcune pagine di Gomorra, e alle numerose discussioni che ne erano scaturite (recentemente anche su Rai2 se non sbaglio). Ovvero la strettissima correlazione tra la “discografia melodica napoletana” e la Camorra. E’ un discorso veramente complesso. Se un ragazzo come Marco Marfè ha già “tre dischi”, qualche sospetto nasce. Però io quando ho scritto il mio post ho messo un pò da parte tutto questo. Ho voluto vedere solo un ragazzo, con sogni e ambizioni, che per la sua poca cultura è stato ridicolizzato in prima serata su Rai2 e attaccato pesantemente in tutta la rete. E questo mi dispiace…